Punk In Drublic

Avete presente quelle sensazioni, libertà e dolore, esaltazione e stordimento che si provano viaggiando a tutta con la faccia fuori dal finestrino !? L’aria che deforma il viso e fa lacrimare, ecco questa piacevole sofferenza auto inflitta senza un preciso motivo descrive verosimilmente l’impatto del disco più scorretto degli anni ’90, Punk In Drublic, il Punk di strada dei Nofx che esplode quasi a metà di quel decennio travolgendo tutto e tutti.

L’anagramma del titolo spiega già molto sul senso della vita secondo i ragazzacci californiani, Punk In Drublic/ Drunk in Public, ubriaco in strada, sbronzi e molesti punkettoni fieri porta bandiera dell’Hardcore più estremista e politicizzato, 4 pazzi capaci di realizzare nonostante le pressioni mainstream l’album della vita in quel periodo fertile, senza svendersi, senza scendere a compromessi come altri colleghi di genere molto più inclini al successo. Punk In Drublic grida attraverso le tracce meglio riuscite in carriera l’insofferenza sociale e le condizioni degenerate nelle città americane, i Nofx concentrano furia, resilienza e tanta ironia in questo lavoro mandando un segnale inequivocabile al globo, c’è ancora spazio per sentirsi Punk senza accettare consumismo e melodie facili ma imponendosi essenziali e diretti.

Il disco sprigiona il fascino spregiudicato della bolgia, Don’t Call Me White è l’urlo di battaglia che inaugura sabati di puro divertimento ed emancipazione, grida fino a stramazzare al suolo distrutti .. L’etichetta Epitaph Records, label di riferimento per tutte le band Punk-Rock californiane, pubblica l’album il diciannove luglio (1994), estate piena, le diciassette travolgenti canzoni diventano il manifesto della nostra rabbia giovanile, strafottenza e inadeguatezza, il mondo è avvisato, ci siamo anche noi e non fate finta di non sentirci.

Fat Mike, voce e basso dei Nofx documenta la filosofia Punk infilando una serie di pezzi velocissimi che alternano Punk-Rock e Ska senza perdersi in preziosismi ma cercando ritmi serrati e testi taglienti, un gioiello di resistenza al potente che continua a brillare, Punk In Drublic ha spaccato e continua a spaccare a distanza di anni nonostante la banale e semplicistica etichetta di album per adolescenti e tutt’ora riesco a riconoscermi in quella musica, in quell’energia straripante, circa 40 minuti di fuoco che mi ricordano un ragazzo felice.

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