Lifeless Dead

suoni tribali

Morire giovani, morire soli, morire senza aver goduto veramente di una vita, sprofondare nell’abisso delle dipendenze incatenati ai propri problemi esistenziali, abbandonati a se stessi, ai demoni, traditi da chi avrebbe dovuto dar conforto e ricovero.
Nel 1990 We Die Young aveva anticipato i tempi rivelandosi involontariamente premonitrice con strofe inizialmente surreali poi quasi biografiche. Gli Alice In Chains e il loro tribolato percorso, una continua ricerca della normalità impossibile da raggiungere senza dolore, senza strazio. La carriera della band di Seattle strettamente condizionata dalle complicazioni private del loro frontman, Layne Staley avvezzo all’utilizzo di eroina e ogni altra sorta di espediente sintetico pur di tenersi alla larga dalla realtà, dalla disturbata esistenza votata all’autodistruzione. La droga è anche un modo per condividere il morboso e malato rapporto con l’amore della sua vita, Demri Parrott, aspirante modella anch’essa tossicodipendente e vittima nel ’96 di un endocardite batterica, un’infiammazione del…

View original post 123 altre parole

Categorie Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close