The Joshua Tree

Quale souvenir più gradito di un disco? La sorpresa arriva con mia sorella di ritorno da un viaggio in Inghilterra verso la metà degli anni ’90 dove vagando a zonzo per i vari Market di Londra con amici, da Camden Town e Covent Garden pesca una serie di dischi tra i banchi, chicche difficili da reperire in Italia dopo l’avvento del Cd e l’inizio dell’era digitale, Cure, Bauhaus, Siouxsie and the banshees alcuni dei titoli che attraversano la manica ma anche Duran Duran, Joy Division e U2. Spartito il bottino non senza compromessi mi trovo tra le mani il vinile The Joshua Tree, quinto album della band di Dublino che in quel periodo spopola ovunque grazie al successo planetario di Achtung Baby prima e Zooropa poi. Conosco le tracce più famose contenute nel disco grazie a diverse cassettine miste, best of improvvisati e copiati (male) da Cd originali, questo Lp mi consente di ripercorrere i solchi del capolavoro in modo del tutto inedito, suoni analogici che regalano sfumature impercettibili su altri supporti, scopro ad esempio canzoni non rientranti nel classico novero di hit di cui ignoravo l’esistenza, la curiosità è il sale delle scoperte e la mia è pronta ad esser soddisfatta, gli ascolti successivi posano fondamenta importanti rilasciandomi un senso d’eternità grazie alla vena spiritual di questo etereo 33 giri.

Un lavoro evocativo, una ricerca emozionale che scava fino alle radici del Rock, ripercorre le strade americane, i quartieri, trasuda religiosità e rispetto raccontando gli States con occhi europei, un viaggio che attraversa il paese da Est a Ovest passando per il deserto fino a sviluppare le grandi sonorità all’ombra del gigante cactus della Death Valley, Joshua. Undici pezzi raffiguranti pregi e difetti, infinite possibilità ma soprattutto profonde contraddizioni congenite nel popolo statunitense. Gli U2 prodotti da Brian Eno e Daniel Lanois registrano una serie infinita di successi che vanno a comporre la spina dorsale della band, Folk e Country esaltati da grandiosi arpeggi di The Edge, il disco è legato alla terra, al sangue, alla patria dove il Blues diventa Rock&Roll creando magia, questi alcuni dei temi ricorrenti oltre all’impegno sociale e la protesta che si palesano in molte liriche, bellezza e libertà compagne dei quattro che percorrono questa terra promessa e lo fanno descrivendo politica e cultura in un crescendo emotivo, seguendo un’evoluzione ben precisa che scosta le tracce e il lavoro tutto dal Punk degli esordi portando i suoni vicini alla perfezione in canzoni costruite in modo ineccepibile.

Artwork ed Inside sono composte da immagini scattate tra Nevada e California ma è sufficiente ascoltare l’album per sentire quei luoghi, catturarne il misticismo, l’anima forte e selvaggia, la generosità di quelle terre si percepisce canzone dopo canzone componendo un’ode alla musicalità che nasce e risuona tra canyon e montagne, praterie e grandi fiumi ricchi di storie e leggende.

The Joshua Tree lo si può raccontare solo stando immersi nelle sue tracce con occhi chiusi, assorti e respirando a pieni polmoni il sound che esce dalle casse, una dopo l’altra le incisioni, Where The Streets Have No Name, I want to run, I want to hide,

I want to tear down the walls that hold me inside, I want to reach out and touch the flame.Where the streets have no name, epica cavalcata trascinata dalla chitarra di The Edge che fa volare la mente solo pochi centimetri sopra le paludose regioni del sud e poi I Still Haven’t Found What I’m Looking For, Gospel riflessivo che attraversa aridi sentieri e religiosi pensieri, la terza traccia entra in scena lentamente e in crescendo diventa probabilmente la più famosa tra le famose canzoni degli U2, With Or Without You, una delicata ballad piena di sentimento che viene spazzata via da li a poco dalla cattiveria, dalla forza nella denuncia di Bullet The Blue Sky, in questo pezzo l’ammirazione lascia spazio al disprezzo, al disgusto per le politiche imperialiste degli Usa di Reagan e mentre la puntina corre tra i solchi tutto si fa più limpido, luce intensa che illumina la strada fino ad arrivare nell’utopico paese di Dio, In God’s Country, qualche altro episodio interessante e mi soffermo attento nell’ascolto di One Tree Hill, apice emotivo e creativo del disco, struggente poesia soul dedicata ad un ragazzo dello staff morto accidentalmente in moto, meravigliosa composizione che ci avvicina alla chiosa di questa pietra miliare. Son convinto che The Joshua Tree rappresenti un periodo estremamente prolifico per la band, un picco creativo raggiunto dai quattro compagni d’avventura uniti dal desiderio di arrivare a risposte esistenziali e per far questo interpellano tutte le anime della musica nera, bianca decifrando suoni e sibili, sfiorando proiettili scoprono che sperimentazioni sonore e soluzioni melodiche sono vive oltre oceano, una lunga escursione che porta al cuore della musica, la grande musica che sentiamo anche attraverso i muri, perchè la fuori, c’è l’America.

La Island Records pubblica The Joshua Tree il nove Marzo ’87 e immediatamente diventa un bestseller, il successo è roboante e gli U2 si prendono la scena rock di quel decennio, disco pluripremiato e consacrazione definitiva per la band di Dublino con poco più di dieci anni d’attività alle spalle. Forse le successive pubblicazioni non renderanno più giustizia a tanto talento ma fermate il mondo per una cinquantina di minuti e godetevi tale meraviglia sonora.

di Gianluca Crugnola

Categorie Uncategorized

Un pensiero riguardo “The Joshua Tree

  1. Un gran bel lavoro e un parco sottovalutato

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close