17 Re

Si può vincere una guerra in due O forse anche da solo, Si può estrarre il cuore anche al più nero assassino, ma è più difficile cambiare un’idea

Poesia, catarsi, profondità oniriche e un totale senso di etereo nel capolavoro definitivo della New Wave fiorentina, 17 Re. Secondo episodio della Trilogia Del Potere, terzo album dei Litfiba se si considera come debutto full-length l’opera Eneide di Krypton, composta per lo spettacolo teatrale Eneide di Virgilio portato in scena dai concittadini Krypton. 17 Re si presenta come doppio vinile in origine, quattro facciate che raccontano sublimando l’immenso talento del gruppo nato nello scantinato di Via de’ Bardi a Firenze, sedici canzoni immortali, fuori dal tempo che godono dell’ispirazione, della complicità totale dei cinque, sedici episodi in grado di creare un ponte, un legame tra passato, presente e futuro. Pochi dischi italiani possono vantare tanta bellezza nei suoni, negli arrangiamenti, modernità nelle liriche quanto 17 Re, impossibile non restar affascinati dal viaggio nelle ritmiche dettate da Ringo e Maroccolo, i cantati di Pelù, i perfetti inserimenti della chitarra di Ghigo o la solennità della tastiera di Aiazzi. Funziona tutto in questi brani, la fisionomia del sound che abbraccia idealismi e denunce, guerra e pace, oro nero e radiazioni, la megalomania di un Dio consapevole dei difetti nel creato. Tra i più importanti lavori della discografia italiana underground, rappresenta con tutta probabilità l’apice artistico della prima parte di carriera per la band che si appresta a scegliere cosa far da grande, come convogliare rabbia e sensazioni ancora forti in questa pubblicazione ammaliante dalla suggestiva copertina ideata da Alberto Pirelli, manager e produttore della band nonché fondatore dell’etichetta I.R.A., raffigurante un cuore trafitto da una corona di spine, qui il riferimento al titolo esoterico, in realtà simbolico, nella Trilogia il potere della spiritualità. 17 quante le tracce che avrebbero dovuto esser incise invece delle 16 finali dopo lo scarto della title-track ritenuta di poco conto nel contesto qualitativo molto elevato di tutta l’opera.
Il risultato del processo compositivo dona senso a parole, testi che in realtà non ne hanno, avvolti dalla criptica scrittura alla base del particolare approccio artistico dei Litfiba. Dal Tour mondiale che consegue l’uscita viene estratto un live epocale registrato da Daniele Trambusti al Tenax di Firenze, ultima leggendaria tappa di quella tournée, 12-5-87 (Aprite i Vostri Occhi) La musica alternativa italiana ha in questa perla la vetta, una pietra miliare, il termine di paragone per raffigurare un’assoluto miracolo in musica.

di Gianluca Crugnola

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