La Goccia e la Tempesta

La Goccia e la Tempesta è il terzo Lp della Banda POPolare dell’Emilia Rossa, lavoro dedicato interamente al partigiano Lorenzo “Orso” Orsetti, morto sul campo sfidando l’Isis. Questo doveroso preambolo è necessario per calarsi nelle pieghe di questo disco, nei sentimenti che hanno accompagnato la banda di musicisti/operai del modenese, militanti e delegati sindacali attivi nelle maggiori fabbriche del territorio. La pubblicazione del materiale registrato per questo album è avvenuta grazie alla raccolta crowdfunding avviata dal gruppo con l’obiettivo di autoprodurre e autofinanziare l’opera, permettendo una libertà creativa totale, militante come le parole incise. Dieci brani, dieci episodi che suonano per i più deboli, per gli sfruttati, per chi non ce l’ha fatta. Un decalogo della musica proletaria che rinnova la ricerca rivoluzionaria attraverso musica popolare, Folk e Progressive che fanno riflettere e ballare. I temi sembrerebbero evocare tempi superati, lotte passate non più in voga, in realtà offrono uno spaccato attualissimo, un atto di denuncia riguardante la sicurezza sul lavoro, la dignità nella malattia, i diversi orientamenti sessuali, la libertà come bene fondamentale in una società moderna attratta dall’estetica, distratta dal vil denaro. C’è spazio anche per una citazione democratica dell’ex calciatore brasiliano Socrates. La Band POPolare dell’Emilia Rossa è gruppo di metalmeccanici con le idee chiare, convinti come descritto dal loro motto Indipendenza dell’arte – per la rivoluzione.
La rivoluzione – per la liberazione definitiva dell’arte, che l’arte per esser ritenuta tale, autentica, genuina debba restare indipendente, senza vincoli contrattuali e parcelle di sorta.

Sotto alcune brevi intro alle canzoni presenti nell’album:

“Vi amo tutti” è una canzone che abbiamo dedicato a Franca Ongaro Basaglia, compagna di vita e di lotta di Franco Basaglia. Un omaggio ad una lotta epocale, quella per la chiusura dei manicomi ed il riconoscimento di diritti e dignità ai “matti”, che pur con tutti i limiti e le contraddizioni del caso ha portato il nostro paese all’avanguardia in termini di patrimonio politico e culturale in materia di diritto alla Salute mentale ben sintetizzata dal motto “La libertà è terapeutica”. Franca Ongaro perché pur avendo giocato un ruolo essenziale ed essendo stata probabilmente la figura politica più importante di quel movimento, come spesso accade nella storia alle protagoniste femminili, è stata relegata ad un ruolo di secondo piano, quello “della moglie di”.
Il titolo della canzone trae ispirazione da una scritta poi divenuta celebre trovata in una cella del manicomio di Sassari quando venne liberato dai pazienti internati. La scritta recitava “Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”.
Anche dal punto di vista musicale la canzone in un qualche modo richiama quel patrimonio. Strutturato su un ritmo pluricomposto con strofe in un tempo di 15/4, il brano ricorda le musiche degli Area, gruppo militante per eccellenza di quegli anni che suonò in un memorabile “concerto terapeutico” nel 1974 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste allora diretto appunto da Basaglia.
Il videoclip, realizzato con la collaborazione di Associazione Idee in circolo, Social Point, Radio Liberamente, Lo Spazio Nuovo vede tra gli attori utenti e operatori della salute mentale tra cui alcuni medici del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Modena.

PORTELLA DELLA GINESTRA: canzone dedicata alla prima strage di stato del dopoguerra quella di portella della ginestra del 1 maggio 1947.

CANZONE DELL’AMORE (QUASI) LIBERO: testo ironico e scanzonato che prende in giro sia i bigotti sessuorepressi alla Pillon e c. e sia i radical chic che predicano l’amore libero e la parità salvo poi nelle 4 mura domestiche comportarsi come i precedenti suddetti.

SANTA LIBERA: dedicato alla rivolta dei partigiani di Santa Libera che dopo l’amnistia di Togliatti nel 1946 tornano sulle montagne per protesta. Dedicata in particolare all’ultimo partigiano superstite che si chiama Giovanni Gerbi, nome di battaglia Il reuccio.

LA VAL SUSA PAURA NON NE HA: canzone della valle che abbiamo riarrangiato con qualche richiamo alla musica occitana

L’INTERNAZIONALE: non ha bisogno di presentazioni, salvo che ogni strofa sarà cantata in lingue diverse e usando versioni particolari tra cui nel finale quella di franco fortini.

‘O PADRONE: canzone di Pino Daniele tra le meno note ma tra le più militanti inclusa nel suo primo disco Terra Mia

NON MI SCORDERO’ DI TE: di cui già è uscito il videoclip ed è dedicato alla strage alla Thyssenkrupp di torino del 2007

SOCRATES: funky jazz dedicato al mito del calcio brasiliano ed alla sua democrazia corintiana

LILìT la prima donna creata da dio non fu eva ma Lilit che non fu creata dalla costola di adamo. E’ divenuta Icona delle battaglia per l’emancipazione della donna

E ricordate sempre che ‘ogni tempesta comincia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!

Orso,

Tekoser, Lorenzo

di Gianluca Crugnola

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