The River

Giusto il tempo di lasciarsi alle spalle dieci anni di recessione, crisi petrolifere, militari e disagi sociali disseminati un po’ ovunque nel mondo che lo sprofondo si ripresenta con tutta la sua scia malinconica fatta di decadenza e disillusione, famiglie spezzate e figli dispersi. 1980, gli Stati Uniti, uno dei paesi più coinvolti, feriti sta per consegnare la leadership a Ronald Reagan, prescelto dalla convention repubblicana quale successore del democratico Jimmy Carter, nello stesso anno, il 17 ottobre esce per la Cbs Records un doppio album destinato a cambiare la storia del suo autore e le vite di migliaia di americani in meglio. The River. Bruce Springsteen rilascia questo capolavoro dalla doppia personalità, pensato, concepito con l’intenzione di ricreare la magia live del Boss con la E Street Band e The River, i suoi brani autentici, viscerali riescono dove Reagan invece fallisce. L’idea del disco prende forma durante le date dell’acclamato tour di Darkness on the Edge of Town e Springsteen catturato dalla situazione comunitaria, scosso dalle profonde difficoltà che la classe operaia incontra nel quotidiano, partorisce venti canzoni nitide, personali estremamente evocative. Quattro facciate che riassumono tutta la perseveranza Rock’n’Roll di Bruce, la sua evoluzione cantautorale abbinata alla delicatezza nelle sue ballad. La tracklist del primo disco presenta diversi pezzi energici, The Ties That Bind, Two Hearts, Hungry Heart, Crush On You e altri apici sentimentali come Indipendence Day e l’immortale title-track The River. Nel secondo si possono invece percepire momenti più angoscianti e atmosfere oscure come Point Blank, Stolen Car, tracce intervallate da Cadillac Ranch e la frizzante, travolgente I’m a Rocker. L’altalena sonora continua fino alla solenne chiusura di Wreck On The Highway. The River si consegna alla storia della musica senza tempo, i suoi racconti le sue storie che odorano d’asfalto, di vite semplici e periferie si elevano a pietre miliari, immagini e ambientazioni dipinte, immedesimate dal Boss con intelligenza e grande poetica, un fiume di parole e suoni che mostra la via del riscatto.

We’d go down to the river
And into the river we’d dive
Oh, down to the river we’d ride.

di Gianluca Crugnola

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