Rattle And Hum

L’omaggio alle radici di Blues, Gospel e Rock’n’Roll è una commistione di generi autocelebrativa, inediti e cover, in studio e live, un’operazione enorme e pretenziosa che soddisfa parzialmente a livello qualitativo oltre a lasciar divisi tra perplessi e stupefatti i fan e la critica al momento della pubblicazione. Rattle and Hum segna comunque un momento di rottura per la band irlandese e un nuovo trampolino di lancio pur gettando le basi per uno scioglimento poi rientrato. Diciassette tracce che idealmente avrebbero dovuto esser il naturale proseguo artistico e spirituale di The Joshua Tree invece segnano un passo indietro commerciale e concettuale per Bono e soci, un mezzo flop di vendite e applausi nonostante la massiccia promozione e le riflessive intenzioni del gruppo, poi ritrattate. La produzione è affidata a Jimmy Iovine e l’assemblaggio dell’ambizioso materiale avviene ai STS Studios di Dublino. Gli U2 scomodano nomi sensazionali per eseguirne pezzi leggendari e collaborare ad altre realizzazioni, The Beatles, Bob Dylan e Jimi Hendrix, la regina del Blues Billie Holiday ma anche la volontà ben riuscita di regalare un duetto commovente con B.B. King, When Love Comes To Town. Ci sono tutte le influenze, i saggi raccolti durante i viaggi in lungo le strade americane, Bo Diddley, Elvis e i suoni prodotti dall’organo Hammond. Il doppio album viene accompagnato dal film/documentario diretto da Phil Joanou che ne certifica l’eccessiva magnificenza, un lavoro che presenta una band intimorita e svuotata dal successo travolgente di The Joshua Tree, un gruppo in cerca di una serie di escamotage per vendere senza dover ripetere il capolavoro ma uscire accontentandosi di un compitino dignitoso. Rattle and Hum è proprio questo, una polizza assicurativa che permette di non rimaner scoperti nel periodo che apre una crisi alimentata dalla mancanza d’ispirazione. Dopo l’uscita di Rattle and Hum si apre un biennio difficile, professionale e privato che costringe gli U2 verso altri lidi, lontani dalla comfort zone irlandese, dalle ormai stucchevoli e ipersfruttate influenze americane, una fuga verso nuovi orizzonti musicali; quel nuovo mondo sarà Berlino, l’inizio di una nuova era compositiva, la storia dei quattro si lascerà alle spalle gli angeli di Harlem, John Coltrane, Miles Davis e Lady Day che suonano al Birdland per volare sopra la fervida scena della capitale tedesca.

di Gianluca Crugnola

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