Sweet Oblivion

suoni tribali

Uomo defilato ai margini del mondo che conta, brancolando tra fantasmi e dipendenze, convivendo con l’anima lacerata da un’esistenza immersa nell’oscurità e poi quella voce li, roca, profonda, tossica e aspra ma allo stesso tempo dolce e suadente, tutto questo e molto altro ancora nella difficile analisi della mirabolante carriera di Mark Lanegan da frontman degli Screaming Trees, band tra le più sottovalutate del fenomeno alternative esploso nella “mecca” del Rock&Roll anni ’90, Seattle. Adoro ascoltare e parlare della loro musica, impossibile non riconoscerne l’onestà attitudinale e l’importanza seminale nel quadro musicale contemporaneo, nelle corde del quartetto di Ellensburg ci sono grandi sonorità Folk-rock, Garage e vagamente Psichedeliche, paludose ambientazioni, ballad tra le più suggestive del periodo grunge e la carismatica scrittura “noir” nelle liriche, un song-writing intimista capace di creare un legame con i grandi del passato, un viaggio introspettivo che porta al grembo della musica d’autore…

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