Grace

suoni tribali

Due vite così lontane e diverse eppure così simili, il destino e la carriera che prima li divide e poi li riunisce prematuramente, Tim Buckley e suo figlio Jeff, due vissuti incredibili e malinconici, due voci meravigliose e uniche, disperate, profonde, il comune e triste finale, la tragedia che li strappa al mondo troppo presto spezzando la loro ricerca del senso della vita

Il talento di Jeff è qualcosa di ultraterreno, magia che scorre nelle sue interpretazioni e il debutto discografico datato ventitré agosto (1994) si presenta premonitore testamento della sfortunata esistenza del musicista, un disco fluido, arte limpida e animata da spiritualità, Grace, questo il titolo, è un trip introspettivo, un’esperienza mistica che abbraccia molte delle sonorità in auge nel periodo, Jeff con l’aiuto fondamentale di Gary Lucas e di Andy Wallace (tecnico di Nevermind per intenderci) riprende Soul, Pop, Folk-Rock e fulgidi lampi di Punk-Rock o…

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Un pensiero riguardo “Grace

  1. Tim e Jeff sono stati due grandi artisti. Mi fa piacere sentirne parlare più spesso.

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