Soup

Un artwork originale spesso racconta, descrive in modo esaustivo un disco molto più di mille parole o recensioni. Questo, nel caso dell’istantanea in copertina ritraente il produttore Andy Wallace intento nel sorseggiare la sua zuppa fumante, il tutto con sguardo soddisfatto, è solo parzialmente vero, la foto appare piuttosto come un depistaggio, uno scatto fuorviante e comunque lascia dubbi e alcuni interrogativi riguardo i contenuti della pietanza in questione, dell’album che dovrebbe consacrare una scelta musicale ben precisa. La risposta si trova nelle tracce, nelle liriche che smentiscono si tratti di una minestra riscaldata, una comfort zone, niente di tutto questo in Soup, secondo lavoro dei Blind Melon, sodalizio capitanato dal carismatico, magnetico Shannon Hoon; cantante, polistrumentista di Lafayette prematuramente scomparso poco dopo la pubblicazione di questo disco. Hoon è fino a quel momento leader di una band stravagante, irriverente, non allineata, schierata con sonorita’ modaiole, ricercate e facilmente prolifiche nel periodo. La riluttanza a riconoscersi nella nazione alternativa caratterizza questo progetto in cerca di una propria dimensione da alimentare, strutturare durante la cottura del nuovo materiale che compone la tracklist del lavoro in progress, aggiustato con un pizzico di folklore prima che venga servito. Il gruppo di Los Angeles fonde diverse esperienze per regalare un approccio alle canzoni sperimetale, divertito, quasi scanzonato con l’obbiettivo di non lasciar nell’ascoltare la sensazione di già sentito, il sapore prevenuto dell’ovvio. Una volta assemblati, raccolti tutti gli ingredienti si trasferisce per incidere a New Orleans su indicazione di Wallace. Nella spirituale città della Louisiana, culla di culture differenti, mescolate a civili convivenze e vibranti scene musicali i promettenti ragazzi preparano un gustoso e variegato consomme’, la ricetta vincente descritta in quattordici passaggi maturi, imprevedibili, un concentrato comprensivo di blues, folk, jazz, psichedelia e country, di tutto un po’. Soup è manifesto, testamento del trip conclusivo di Shannon, talento incredibile, seducente versione hippie di frontman capace di indirizzare i Blind Melon, di condizionarne influenze e riferimenti attraverso la sua voce unica, audace.

di Gianluca Crugnola

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