Who’s Next

A distanza di due anni dall’ambiziosa, concettuale opera Rock, Tommy, Pete Townshend recupera i cocci, le tracce di una seconda irrealizzabile impresa immaginata, azzardata e miseramente fallita Lifehouse e inizia il lavoro di adattamento per trasformare l’idea teatrale in disco. La band approccia alle registrazioni del nuovo materiale con grande diffidenza emotiva per diversi malumori interni che sembrano avvicinare i portabandiera del movimento Mod allo scioglimento. Dalle ceneri di quella che potrebbe sembrare la fine dell’incendiario quartetto inglese si ravviva invece la fiamma che innesca la carica esplosiva del Rock, la primordiale violenza espressiva sprigiona l’energia che scorre nei brani di Who’s Next, quinto capitolo The Who, album che tocca tutte le influenze, i riferimenti del Rock&Roll, un mix incredibilmente detonante nella pietra miliare della loro discografia e della scena musicale inglese e non solo. Who’s Next raccoglie e amplifica lo stato di grazia dei musicisti impegnati, superate alcune incomprensioni la chimica tra i componenti si accende e la miccia innesca il talento, un’onda sonora che fluisce travolgendo gli argini. Le tracce crescono attraverso queste vocazioni, il genio incredibilmente cristallino vivo nella lineup The Who; la consueta debordante forza vocale di Roger Daltrey, la scrittura illuminata dal manico di Townshend, le funamboliche percussioni di Keith Moon, alcune composizioni essenziali di John Entwistle e per non farsi mancar nulla alcune sequenze memorabili di synth (Baba O’Riley) oltre all’apporto pianistico esterno di Nicky Hopkins. Idealmente l’incantesimo del Rock è tutto qui, celato nelle nove canzoni pubblicate il quattordici agosto ’71 dalla Decca Records, una serie di pezzi roboanti, Best Of che apre gli anni settanta come manifesto dell’attitudine di un gruppo leggendario nonostante Who’s Next nasca senza la giusta aspettativa, le giuste sensazioni. Anche gli scatti, le immagini dei quattro mostrano un nuovo look, lontano dallo stile sixteen, dal loro approccio appariscente, strafottente e subito queste scelte vengono intese, interpretate come titoli di coda del progetto The Who, invece al contrario ne certifica la grandezza, l’entusiasmo recuperato, la nuova dimensione sperimentale che Townshend sta dando alla sua creatura materializzando questo pilastro della musica popolare.

di Gianluca Crugnola

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Un pensiero riguardo “Who’s Next

  1. Mai visto “Tommy”, finora, ma ho sempre avuto la curiosità di farlo… 🤔

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