Il Cielo..lasciamolo ai passeri, noi, restiamo con i piedi per terra

L’Italia tra demoni e santità

Milano – San Siro – Stadio Meazza – Vasco Rossi, formula che si rivela indissolubile nel tempo, una storia d’amore che sboccia nella notte più calda e magica dell’estate italiana. È la stagione dei tanto attesi e discussi mondiali di calcio, Milano ospita tra le altre l’Argentina di Maradona e per l’occasione la scala del calcio meneghina si veste a nuovo. Il momento è ghiotto e lo staff di Vasco nella persona del suo manager Enrico Rovelli di Kono Music coglie l’opportunità di portare il Blasco nazionale a cantare davanti ad un pubblico numeroso come mai in carriera. Reduce dal fortunato Tour ’89 a supporto di Liberi, Liberi, concerti dai quali viene tratto il doppio epico album Live Fronte del Palco, l’entourage pensa ad un progetto con il medesimo nome, la nuova avventura prende forma. Il rocker emiliano accetta la proposta e annuncia una doppia data negli stadi, il capoluogo lombardo e quattro giorni dopo Roma, Flaminio. Per la serata del 10 si attendono circa 60000 persone, Milano è pronta ad incoronare il suo Re. All’apertura dei cancelli una marea umana invade l’impianto creando l’atmosfera tipica dei giorni in cui si fa la storia. L’evento si apre con Ladri di Biciclette e Casino Royale gruppi spalla, scelti prima dell’intro di Diego Spagnoli che accende il concerto aperto da Muoviti! Il boato incessante, interminabile della folla copre la musica e la voce del cantautore; qualcosa di unico e destinato a cambiare per sempre gli avvenimenti futuri di Vasco e dell’ambiente a lui vicino si sta materializzando al Meazza, la scaletta ripercorre Fronte del Palco tra grandi classici e quasi tutte le tracce dell’ultimo disco d’inediti, esibizione che viene immortalata nella VHS pubblicata l’anno seguente. Per Vasco un trionfo certificato dalla carta stampata che il giorno seguente si spreca uscendo con titoloni sensazionali che raffrontano il successo di Rossi con il mezzo flop di Madonna in contemporanea a Roma, di scena il suo Blonde Ambition Tour. Vasco si toglie anche lo sfizio, la soddisfazione di rifiutare l’offerta dei Rolling Stones di aprire i loro concerti sul territorio nazionale, anch’essi risultati dei fiaschi al cospetto dei numeri del Blasco. Personalmente mi legano al concerto tante significative immagini e canzoni ma solo un flash resta iconico, unico tra i tanti fotogrammi di quell’esibizione mitologica; migliaia di braccia tese che fluttuano nell’aria di San Siro illuminato a giorno, muovendosi a tempo con le innumerevoli voci, grida a squarciagola che intonano i versi di Vita Spericolata, scatto celebra l’ex Disc-Jockey di Zocca che si fa Rockstar in una notte di mezza estate.

di Gianluca Crugnola

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