Seattle; Rock City

È la scena musicale più eccitante prodotta da una singola città, come non accadeva dai tempi della Londra Punk.. Everett True, giornalista, musicista inglese e amico intimo di Kurt Cobain

I 30 dischi fondamentali per capirne l’essenza, l’evoluzione sonora che ha segnato un’intera generazione, la mia

l’Hype mediatico del villaggio globale

Fuori dal muro della propria conoscenza, oltre quel limite virtuale c’è l’ignoto, una nuova era è agli albori, l’ultima fiammata del millennio sta preparando importanti rivoluzioni, il pianeta assimila significativi cambiamenti culturali e sociali; la risposta al crescente malcontento giovanile sta emergendo dall’underground di tante città, scene indipendenti, etichette marcano il fermento artistico globale, soprattutto d’oltreoceano, l’evoluzione espressiva sta coinvolgendo anche il vecchio continente che diffidente si adegua contaminato dalla voglia di novità. Il seme inventivo che sta trasfigurando le vecchie gerarchie e plasmando una nuova generazione di musicisti e fruitori carpisce l’interesse generale di media, produttori e case discografiche mettendoci nelle condizioni di poter dire entusiasti; io c’ero, l’ho vissuto. Uno dei centri più importanti nell’evoluzione collettiva della musica sul finire del ‘900, americana e non, è certamente Seattle, città uggiosa, mitigata da un clima difficile che ne esalta il verde lussureggiante, i parchi e la strisciante malinconia. La metropoli statunitense che più di tutte ricorda le capitali europee vive in modo umorale il suo isolamento, ubicata nella parte nordoccidentale degli States affacciata sul Pacifico, la sua comunita’ tra il finire del decennio eighties e i primi mesi dei ’90 viene attraversata, catalamitata da alcuni avvenimenti salienti, dal suono dietro al quale si cela una tensione artistica e sociale che la smuove dal sopravvivere soporifero perdurante da troppo tempo, eventi in grado di risollevare, trasformare tutta la regione nella culla della cultura Pop.

Com’è possibile che una parola (Grunge) che vuol dire schifezza, spazzatura, sporcizia sia divenuta il nome di un genere musicale, una moda e un fenomeno pop? New York Times 1992

Non sono solito generalizzare parlando della scena culturale che più di tutte ha segnato ascolti e respiri della mia generazione ma per catalogare produzioni tanto diverse tra loro mi semplifica il compito il termine Grunge che, seppur a torto, ha spesso rappresentato, raccolto in sé le influenze, i differenti percorsi di una moltitudine non ben definita di band che dalle sponde del Puget Sound ha cambiato per sempre la storia della musica moderna. Un movimento capace di catalizzare l’interesse popolare e condizionare la discografia mondiale trasfigurata da tante sorprendenti uscite, lontane dall’idea omogenea di genere ma comunque intrecciate l’una all’altra determinando un periodo così eccitante e delicato prima di implodere e lasciarci nient’altro che le immortali incisioni, gli album appunto, manifesti delle gesta, dei legami di quella comunità folgorata dall’ultima ammaliante rivoluzione del Rock.

Avviso ai lettori;

nella cernita degli album prescelti ho volutamente escluso live e le diverse compilation, ad esempio la bellissima Soundtrack di Singles con il meglio delle produzioni locali in ascesa, le varie Sub Pop 100, 200, raccolte della piu’ attiva e iconica etichetta per il movimento, prima fanzine poi vera e propria label discografica, la Sub Pop Records fondata da Bruce Pavitt e condivisa con Jon Poneman. La mitologica Deep Six pubblicata dalla C/Z Records di Chris Hanzsek o rarità da collezionisti e perfetti conoscitori quali Seattle Syndrome o The Sound Of Young Seattle insieme ad altre rudimentali antologie riguardo la scena Punk locale. Ho preferito concentrarmi su incisioni originali capaci di raccontare gli artisti, la creatività del luogo meglio di singoli brani editi in raccolte per fanzine collegiali. Non si tratta di una classifica ma di un elenco cronologico dettato dal gusto personale e l’importanza storica incentrato su circa un decennio di uscite prodotte nello stato di Washington da band di Seattle o città limitrofe quali Aberdeen, la capitale dello stato Olympia, Tacoma, Ellensburg e Montesano, comunque transitate in qualche modo da Emerald City. Una cronistoria che ne vuol raccontare complessità, difformità e disparità nei contenuti, nei riferimenti e nelle riuscite. continua

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