Fuel My Fire

Zaino pronto, uno sguardo, la famiglia incassa senza la minima approvazione ma solo una forzata concessione che si concretizza in pochi attimi d’intesa con mia madre, il commiato e finalmente la partenza più volte immaginata verso La Mecca dello sballo prende forma e odore, l’occasione è il mio compleanno.

Amsterdam, paese dei balocchi nell’immaginario collettivo, il grasso della terra promessa attrae acerbe vittime sacrificali pronte a tutto per tuffarsi nei sui canali, nei suoi eccessi, la visione distorta di ventenni senza inibizioni regala un’immagine perversa della capitale europea del divertimento più sfrenato e sregolato. Ovviamente non c’è spettacolo senza scenografia, l’avventura automobilistica studiata nei minimi dettagli sfugge completamente di mano già alla prima sosta, follie accompagnate da due fattori costanti e imprescindibili, birra e musica a volumi pazzeschi, l’auto-reverse manda in rotazione la cassettina accuratamente selezionata da me, un lato dedicato all’ultimo degli U2 l’altro contiene l’energia elettronica che inaugura ufficialmente il nostro tranquillo week end di paura, The Prodigy, The Fat Of The Land freschissimo di pubblicazione, l’album più figo del momento, il crocevia culturale che ci rimbalza in testa per km scossi dall’urto Hard-Core, il viaggio nel limbo della violenza sonora, Punk, un futuristico rituale da invasati di Techno, siamo in rotta di collisione con la Gomorra olandese e l’avvicinarsi rende legale anche il tamarro furore di questa musica.

Il tragitto si trasforma in Rave, una festa nella festa, fuori è un susseguirsi di nomi al limite del comprensibile, le tracce martellano senza regola e ci piace così, basta auto-reverse, solo Prodigy oltre il confine tedesco, l’impatto emotivo è devastante come l’autostima in vista della meta, tre incendiari, stanno per imbarcarsi nella più eccitante delle nottate, un mix infernale di alcool e adrenalina che viene amplificato da questi pezzi disturbati, pulsanti nelle casse dell’auto, il respiro ci dà vita, andare oltre rende il tutto più caotico e disordinato e mossi da questi giovanili sentimenti procediamo incantati dai paesaggi, cartoline dei Paesi Bassi e poi l’arrivo, eccoci mondo, siamo pronti, carichi come molle, sono dove volevo essere e posso iniziare la caccia a ciò che alimenta il mio fuoco. Fuel My Fire

Non si tratta di un debutto per il gruppo Hardcore inglese, The Fat Of The Land è però la consacrazione di una band e del nuovo corso, il Big-Beat, la direzione elettronica che sta crescendo sul finire degli anni ’90, in tre ruggenti pezzi la svolta musicale più adrenalinica di fine millennio, Smack My Bitch Up, Breathe e Firestarter scaricano potenza e urgenza Punk sul mercato discografico trascinando l’album al successo planetario, una compulsiva opera dance intensa, energica, l’underground d’oltremanica sforna una spettacolare fusione di generi a creare un sound fantascientifico, unico.

di Gianluca Crugnola

https://www.facebook.com/suonitribali/

https://www.facebook.com/gianlucalive

Categorie Uncategorized

3 pensieri riguardo “Fuel My Fire

      1. Periodo interessante. 😀

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close