Dying Days; 1994

Anno nodale, necessario per cogliere e meglio comprendere temi e contenuti che caratterizzano il decennio nineties; politica, cultura e costumi sono scossi da eventi imprevedibili ed irreversibili che catalizzano interessi di massa. Discussioni e un futuro da ridisegnare, in primo luogo il mio, che vivo la nuova dimensione vitale da maggiorenne. L’età adulta mi presenta un quadro molto complesso, la pace del periodo è scossa da continui focolai di guerre che divampano spargendo sangue innocente un po’ ovunque, non solo le continue offensive nei Balcani seppur rallentate dagli accordi di Washington o le rivolte nel Chiapas ma anche altre polveriere iniziano a destare la preoccupazione della comunità internazionale che tuttavia resta inerme di fronte ai massacri in aumento un po’ ovunque, specialmente nel continente africano, dal Ruanda alla Somalia. Il progresso tecnologico non limita l’attitudine umana che da sempre è votata all’autodistruzione, all’estinzione self-chosen. Curioso apprendere di come sul finire del secolo si debba ricorrere ancora al tribunale internazionale per giudicare crimini contro l’umanità nell’ex Jugoslavia mentre in Argentina viene arrestato il boia nazista Erich Priebke, uno che tale tribunale aveva evitato scappando alla fine della seconda guerra mondiale. Senza che organi ufficiali facciano la loro parte il solo Gino Strada, medico chirurgo, prova a dar conforto alle popolazioni colpite da conflitti e scontri fornendo assistenza medica a vittime e famigliari in territorio di guerra. Riesce a concretizzare queste iniziative fondando a Milano l’associazione umanitaria (Onlus- Ong) Emergency. Sempre da queste parti sono mesi di profondo cambiamento; l’alba della Seconda Repubblica sorge con la discesa in campo tanto enfatizzata dell’imprenditore Silvio Berlusconi, capace di spettacolarizzare la politica e vincere le elezioni primaverili che lo portano alla presidenza del consiglio dei ministri, prima breve esperienza che si conclude nel giro di poco spodestando ugualmente alcune certezze, cardini legati alla democrazia del nostro paese, giustizia e magistratura non saranno più termini di garanzia ma nemici da combattere e infamare in nome del popolo sovrano ma soprattutto di interessi da tutelare. Diversi spunti li regala lo sport che piange il primo maggio la scomparsa di Ayrton Senna; il pilota brasiliano esce di pista al famigerato Tamburello, autodromo di Imola durante il Gp di San Marino e spirando poco dopo. È un tragico maggio anche per il mondo del calcio nazionale che viene sconvolto dall’inaspettato suicidio dell’ex calciatore Agostino Di Bartolomei, uno sparo al cuore per farla finita. Un pianto stavolta meno drammatico ma trasversale coinvolge gli appassionati del pallone a luglio; la sconfitta con il Brasile nella finale dei mondiali americani lascia sportivamente l’amaro in bocca. Musicalmente devo partire citando l’inaugurazione dell’Eurotunnel sotto il Canale della Manica, la galleria ferroviaria che collega il Regno Unito al resto d’Europa, come ponte virtuale per la nuova British-Invasion, il teletrasporto della cultura popolare inglese che riesce a scalare le classifiche attraverso band fresche come Oasis, Blur, Suede e Supergrass, fenomeni etichettati BritPop che iniziano a spodestare il dominio primordiale del Grunge e Alternative d’oltreoceano, scenario vicino al canto del cigno. Il genere Rock britannico approfitta dell’ormai chiaro cambio di ruoli, l’Underground sostituisce i classici più famosi divenendo mainstream a tutti gli effetti, anche il Punk torna di moda in salsa Pop rilanciato da giovani band della West-Coast. Non è da meno in questo mutamento la cinematografia che si accorge dell’inversione di rotta aggiornando le pellicole più importanti che arrivano nelle sale supportate da Soundtrack colme di episodi riconducibili a band indipendenti; Pulp Fiction di Tarantino, Natural Born Killers di Oliver Stone e il cult The Crow, alcuni successi al Box Office che suggellano questo idillio. La rotazione di MTV ci consegna il definitivo salto nel buio per tanti artisti sensibili, discreti, anime disagiate in difficoltà nel rapportarsi con tanta celebrità complicata da gestire. Il più amato dei figli di quel tempo mette fine alla sua vita terrena sparandosi nella serra della sua villa a Lake Washington, Seattle; Kurt Donald Cobain chiude un’epopea, un’epoca infinitamente fertile e significativa per la cultura Punk-Rock, per un’intera generazione. Nello stesso lasso di tempo la penisola in Radio-Frendly ci offre le solite canzonette da spiaggia proposte da meteore come Nikki, B-Nario e Vernice ma sorprende nel farci conoscere tramite i passaggi di un singolo orecchiabile la novità cantautorale milanese, Gianluca Grignani e la sua storia tra le dita. Senza sosta le stazioni FM promuovono fino allo sfinimento Jovanotti con il suo Lorenzo 1994, i dischi di Irene Grandi e Laura Pausini anche se il lavoro più amato e tra i più venduti dell’anno risulta Spirito dei Litfiba. Tanti riconoscimenti di massa e copertine ma in realtà le cose migliori ancora una volta arrivano dal sottosuolo culturale, intimamente scelgo l’esordio dei cuneesi Marlene Kuntz che sotto l’ala del Consorzio Produttori Indipendenti (Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, in pratica i C.S.I.) sviluppa le qualita’ dei testi di Cristiano Godano, voce e chitarra, portando al risultato che si chiama Catartica, un capolavoro che segna il futuro della musica italiana. Di debutto in debutto pesco gli aretini Negrita e il loro ruvido Pop-Rock poi la conferma nella gemma dei Ritmo Tribale, Mantra, quinto album che li mette finalmente in lizza per la notorietà. Tuttavia l’autentica meraviglia che sboccia dalla musica di nicchia in quel frangente è confezionata dal Consorzio Suonatori Indipendenti al primo “vero” lavoro come band, Ko de Mondo. Un disco di rottura, un nuovo inizio che dalle ceneri dell’impero socialista risorge per mostrarci il mondo occidentale con occhi diversi, critici. Un breve richiamo lo merita anche l’editoria tricolore che dal canto suo segue con interesse il fenomeno Enrico Brizzi, scrittore al suo romanzo d’esordio; Jack Frusciante e’ uscito dal gruppo, manifesto temporale capace di aizzare la ribellione giovanile attraverso un manuale sulla possibilità di sfuggire a imposizioni e preconcetti borghesi. Il titolo iconico prende spunto dall’improvvisa fuga del chitarrista John Frusciante dal ruolo di Rockstar, dalla sua band all’apice del successo, i Red Hot Chili Peppers.

di Gianluca Crugnola

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5 pensieri riguardo “Dying Days; 1994

  1. Se posso permettermi un suggerimento per facilitare la lettura del testo: giustificalo e dagli più respiro con qualche a capo, magari schiarisci di un tono il colore. 😉

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    1. Ho schiarito il colore 😉 Grazie per i consigli, sempre ben accetti

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      1. Così il contrasto è migliore e si legge meglio. 😉

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  2. I miei amatissimi Green Day. 😀

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