World Wide Web; 1993

Il mondo si prepara a transazioni epocali; globalizzazione e web iniziano a muovere idee e merci senza barriere, fiumi di dati circolano grazie al lancio dei primi browser per internet, la navigazione multimediale attraverso il collegamento di Link cambia le modalità di commercio. Politica estera e interna vivono in apnea i mesi che scorrono; nel continente africano si chiude una delle pagine più tristi per l’umanità, la Repubblica del Sudafrica respira finalmente una brezza di libertà, si gode il tramonto del regime basato sull’apartheid mentre l’attivista rivoluzionario Nelson Mandela, liberato nei primi mesi del ’90 dopo 27 anni d’ingiusta detenzione, viene insignito del Nobel per la pace e inizia la campagna per la presidenza del paese. Sul finire dell’anno entra in vigore il Trattato di Maastricht che di fatto sancisce la nascita della U.E.,Unione Europea, oltre che geograficamente l’Europa si compatta politicamente ed economicamente intanto che i Balcani, parte di essa ci riportano a medievali tragedie continuando a bruciare. La tendenza globale converge verso la semplificazione di rapporti lavorativi e comunicativi attraverso una fitta rete con l’intento di rendere le persone più connesse tra loro. Vocazione che non trova terreno fertile nella nostra penisola dissociata e imbarbarita da mesi di scandali. Il paese sopravvive partecipando rabbioso alla caccia del politico corrotto iniziata platealmente dodici mesi prima, fioccano avvisi di garanzia, processi e suicidi da nord a sud, tutta la classe dirigente ed imprenditoriale è sotto assedio mentre prendono piede movimenti secessionisti e separatisti. Nel caos sociale più totale proseguono gli attentati di mafia che colpiscono tanti centri nonostante l’arresto dopo 23 anni di latitanza del boss Corleonese Totò Riina; improvvisamente mentre il pianeta beneficia della fine dei blocchi contrapposti in controtendenza l’Italia si affida al paradosso di post-fascisti e post-comunisti. La discografia internazionale da par suo accoglie diversi ritorni importanti, Aerosmith, Iggy Pop, Duran Duran e Depeche Mode per citare i più famosi mentre recepisce diversi importanti debutti, in ordine sparso: Radiohead, Garbage, Korn, Tool e The Cranberries su tutti. Il ’93 è marginalmente Annus Horribilis per la musica Pop addizionata da boyband meno longeve di un cerino. Le conferme nelle chart invece arrivano dalle nuove pubblicazioni Alternative non più figlie dell’onda lunga di Nevermind ma ormai consolidate realtà, Smashing Pumpkins, Pearl Jam e gli stessi Nirvana occupano i primi posti con le loro ultime fatiche in studio. Contemporaneamente a sud delle Alpi continuano ad imperversare i tormentoni adolescenziali degli 883 che tengono testa al decimo album di Vasco, Gli Spari Sopra e l’inedito Hard-Rock proposto dai Litfiba nella nuova versione mainstream più aggressiva e politicizzata del fortunatissimo Terremoto. La scena Indie tricolore in questo contesto storico vede due significative carriere sbocciare, i napoletani 99 Posse e il torinese Frankie HI-NRG MC pubblicano i dischi Political Hip-Hop d’esordio, rispettivamente Curre Curre Guagliò e Verba Manent e la meritata considerazione di quella della band bresciana Timoria, testardi e insistenti nel perseguire suoni prettamente Rock del concept Viaggio Senza Vento, quarto disco e definitiva consacrazione. Il 1993 e’ anche l’anno di alcuni dei tormentoni più facilmente riconducibili al periodo, What’s up? dei 4 Non Blondes estratto del loro debutto Bigger, Better, Faster, More! uscito un’anno prima è un botto di popolarità planetario così come Mmm Mmm Mmm Mmm del gruppo Folk-Rock canadese Crash Test Dummies o Two Princes dei newyorkesi Spin Doctors. Da queste parti è Chiara dei Rats la hit che irrompe nelle stazioni radio col suo fare piacione, picco di fama per il trio emiliano; grazie a singolo e successivo ingaggio come opener di alcune date estive de Gli Spari Sopra Tour di Vasco che il ’93 si può definire anno benevolo con loro e li proclama rivelazione Rock’n’Roll italiana.C’è un istante preciso che mi desta l’attenzione in quelle settimane di ricambi e metamorfosi scostandomi dalla musica e privandomi dell’innocenza di fanciullo, la notizia improvvisa della prematura e accidentale morte del Mozart dei canestri, Drazěn Petrović. A detta di molti il più grande e talentuoso giocatore europeo di sempre. Il basketball è lo sport di riferimento nella mia vita e questo lutto a distanza di un’anno dalle Olimpiadi di Barcellona che hanno messo di fronte per l’oro il Dream Team americano alla Croazia del diavolo di Sibenik, della quale è riconosciuto eroe nazionale, mi scuote molto. In seguito passo ore e ore a guardare e riguardare il VHS della leggendaria sfida, ammirando le gesta del numero 4 capace di rivoluzionare uno sport come pochi altri, lasciando il segno in due diversi continenti. I Nets sua ultima squadra in Nba ritirano la maglia numero 3 in suo onore, in memoria di Drazěn l’indomabile.

di Gianluca Crugnola


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