Non sorridete, gli spari sopra sono per voi

Live Report

4 Giugno 1993

Una data tatuata nell’anima, un biglietto di sola andata per l’ignoto; la rivelazione dell’affascinante vita on the road che un ragazzo in cerca di sensazioni forti coglie incontrando la musica live, il concerto Rock come scelta di vita. La prima volta non si scorda mai non è solo un detto popolare ma una comprovata verità. Il primo giorno di scuola come apprendista fan messo di fronte all’apoteosi emotiva e sonora espressa in decibel dall’impianto audio, legame in grado di unire menti e corpi trasformando tanti individui sconosciuti tra loro in un’unica entità; migliaia di braccia strette ad un palco, all’artista, alla band, un ponte sentimentale che non conosce ripensamenti, infedeltà e alibi.

Mesi d’attesa per giungere alla settimana di preparativi che anticipa l’evento più importante della mia giovane esistenza. Vasco Rossi dal vivo a Bergamo per inaugurare la tranche estiva de Gli Spari Sopra Tour. Biglietto pronto sul comodino e appuntamento con gli amici la mattina del “grande” giorno per raggiungere in treno la meta, le cose in realtà non vanno proprio come previsto; la sveglia mi molla sul più bello e perdo coincidenza e compagni. L’unica soluzione possibile prevede uno strappo alla volta di Milano e da lì il regionale per il capoluogo orobico che riesco a prendere in tarda mattinata ritardando di molto il mio arrivo in città. Sul vagone mi imbatto in conoscenti di paesi limitrofi con i quali condivido un piacevole viaggio fino allo stadio comunale dove fortuitamente ritrovo la mia combriccola. In gruppo più nutrito ci avviciniamo ai cancelli, emozione e grande tensione sono stemperati dalla pazzesca atmosfera che si respira, cori, palloni da calcio come passatempo e fiumi di birra. Verso le 16 si aprono le porte, una marea umana si riversa nel prato, sulle tribune dell’impianto bergamasco iniziando la lunga attesa che anticipa il primo concerto della mia vita. La data aprendo ufficialmente il Tour outdoor di Vasco lascia intuire una particolare attenzione ed eccitazione per la serata, la tappe indoor hanno portato il Rocker di Zocca nei Palasport di mezza Italia, e’ arrivato il momento delle arene. La grande festa Rock prende forma nei visi raggianti dei presenti, ragazzi sballati a torso nudo e meravigliose ragazze in bikini, come appaiono ai nostri giovanissimi occhi, tutte belle e facili, il parterre si anima mentre dalle gradinate volano bottigliette di plastica. La scenografia davanti a noi si mostra imponente e riprende le ambientazioni del videoclip a supporto del singolo Gli Spari Sopra, carceri e altissime torri d’acciaio dietro le quali si cela un modello in grandezza naturale di elicottero. Il caldo ci sfianca ma resistiamo sopratutto grazie alla distorta sensazione di eterno che ci accompagna fino al primo assaggio di musica esplosa con il set dei milanesi Extrema, baccano a volumi assurdi. Decidiamo di spostarci sui teli verdi che coprono il campo da gioco e sdraiati, in totale relax ci godiamo il successivo live, i Rats, band modenese che presenta quasi tutto l’album Indiani Padani. Dopo le interessanti divagazioni arriva il momenti di salire sui gradoni alla sinistra del palco, posizione in grado di garantirci una visuale piena di palco e pubblico, ci sediamo per rigenerarci, manca poco, anzi pochissimo. Blasco Rossi alle 20 30 circa fa la sua comparsa aprendo come prevedibile con Lo Show, il boato impressionante, indescrivibile quasi copre i megawatt sprigionati dall’impianto, Bergamo inizia a vibrare come i nostri cuori; dopo l’apertura affidata a soli pezzi dell’ultimo disco ecco irrompere un medley da pelle d’oca che pesca nel meglio delle vecchie produzioni, Dimentichiamoci questa città, Credi Davvero, Asilo”Republic”, etc.. Vasco è padrone dello stage, corre avanti e indietro per tutte le due ore e mezza del live, sfida la forza di un’onda, un crescendo passionale che trasporta 32000 fedeli attraverso presente e passato, un pellegrinaggio spirituale che racconta la nostra vita, le nostre debolezze, tanti inni e cardini di epiche serate, feste o semplici giornate di ragazzi finalmente giunti al cospetto del profeta, idolo e cantastorie di quella moltitudine di devoti giunti per consumare un amplesso. I riflettori dello stadio si riaccendono solo dopo l’esecuzione della mia “prima” Albachiara, il finale è gioia mista lacrime; arrivederci, alla prossima. C’è un treno speciale che ci aspetta per riportarci verso Milano; la notte meneghina passa alla stazione milanese di Porta Garibaldi senza trovar coincidenze costringendoci a rinviare il rientro la mattina seguente, disavventura che rende oltremodo memorabile e spericolata la trasferta. Titoli di coda che vedono il lento e fiacco rientro in bici, ultima fermata dopo la quale facciamo colazione anche con un toast, del resto
“Siamo solo noi”

Setlist

Lo Show Delusa L’uomo che hai di fronte Hai ragione tu Medley Alibi Gli spari sopra Gabri Va bene, va bene così Brava Giulia Toffee Canzone Domani si adesso no Vivere senza te Vivere C’è chi dice no Vita spericolata Non appari mai Stupendo Ci credi Liberi liberi Andrea Braido (solo chitarra) Bollicine Siamo solo noi Dillo alla luna Albachiara

di Gianluca Crugnola

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