Daydream

Gish

suoni tribali

My Heart, my sacred heart My Daydream dream My daydream

Le storie di giovani vite cariche di speranze e aspettative si fondono spesso con le stesse emozioni di altrettanto giovani band spregiudicate e inesperte, vibrando e trovando grande respiro in sentimenti comuni, curiosità mista a paura da primo giorno di scuola, leggerezze e frizzanti esistenze appese a incoscienti scelte, difficili decisioni che porranno fine all’adolescenza, catapultando immaturi individui e promettenti rock-band nel tritacarne mediatico con il possibile risultato che tutto questo tradotto in musica dovrebbe portare, suoni estremamente grezzi, sporchi, poco orecchiabili, l’inesperienza compositiva e strumentale di seppur talentuosi musicisti in erba virerebbe verosimilmente verso questo scontato finale, la recensione di un qualsiasi esordio da cucinare nel calderone dell’alternative

Questo non è il caso del debutto di quattro ragazzi, quattro sognatori provenienti dall’Illinois, gli Smashing Pumpkins, l’idea meravigliosa e onirica di Billy Corgan e James Iha che

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