…E poi mi parli di una vita insieme

Alan Taylor è produttore e musicista inglese, collaboratore tra gli altri di Mauro Malavasi e Celso Valli. Stabilitosi nel corso degli anni settanta in Emilia Romagna e precisamente nel suo capoluogo, Bologna, dopo aver pubblicato una serie di album Disco Music di successo internazionale decide di scommettere sul cantautore di Zocca Vasco Rossi. Alan porta l’ex Dj di Punto Radio a firmare un contratto con l’etichetta milanese Lotus che investe nell’Lp di debutto. Vasco svincolatosi dal precedente accordo con la Borgatti Music per la quale ha pubblicato l’esordio assoluto a 45 giri, Jenny/Silvia, decide di avventurarsi con la spinta di alcuni amici e del fidato Gaetano Curreri (oltre ad altri futuri componenti degli Stadio) nel lavoro che porta alla realizzazione di …Ma cosa vuoi che sia una canzone .. album d’esordio che comprende anche le due tracce del singolo riviste e arrangiate diversamente. La nascente carriera della futura Rockstar Vasco si rivela attraverso otto canzoni molto lontane dalle successive produzioni, Rock classico alternato a sprazzi di Progressive pionieristico che esalta la scrittura cantautorale spesso ironica, ispirata, a tratti poetica affrontata nelle liriche. Le registrazioni negli studi della Fonoprint di Bologna curate dal tecnico del suono Maurizio Biancani durano la bellezza di 6 mesi prima dell’uscita del 33 giri nel maggio ’78, anticipato da un nuovo singolo, La Nostra Relazione/..E poi mi parli di una vita insieme mentre tutti gli arrangiamenti sono curati da Curreri. Vasco affronta alcuni temi molto interessanti con il piglio anticonformista e l’attitudine provocatoria, emancipata più evidente in altri episodi in seguito, Jenny è Pazza, primo storico brano qui presentato con titolo e veste differente, affronta le amarezze del disagio, le diversità ma soprattutto l’emarginazione di chi vive lontano da ciò che viene considerato conforme alla società. Ambarabaciccicocco‘, capitolo assolutamente inedito nella vita del Rocker e di rottura all’interno di quest’opera poggiata su emozionanti ballad, parla con sarcasmo delle rivoluzioni superate, accantonate, di cambiamenti politici che il paese sta affrontando, subendo, uscendone socialmente mutato e disimpegnato. Sono diverse invece le composizioni che spaziano e sperimentano la bellezza, struggenti atmosfere avvolte da incantevoli storie d’amore e travolgenti notti che finiscono all’alba, prossima a divenire chiara. La Nostra Relazione ad esempio, è il racconto di un rapporto al capolinea che anticipa nella tracklist il lato b promozionale ..E poi mi parli di una vita insieme, canzone d’ispirazione femminista e dall’andamento ritmato, affascinante. Silvia, graziosa musa che specchiandosi si vede donna più grande e maliziosa della realtà e prima di tante giovani donne fantasticate, cantate, immortalate da Vasco in quattro decenni di uscite musicali. L’apice concettuale della passione amorosa però si raggiunge in Tu che dormivi piano (volò via), una travolgente ballata prog in pieno stile seventies che chiude il lato A di ..Ma cosa vuoi che sia una canzone. Il retro si chiude di par suo con la strumentale Ciao, pezzo armonioso di pianoforte suonato da Curreri prima del quale possiamo ascoltare la chitarra di Maurizio Solieri impegnato nel bel Folk di protesta di Ed il Tempo Crea Eroi. Sono diverse le curiosità alle origini del mito Vasco Rossi e molte son contenute in questo lavoro che vede l’autore di Zocca suonare la chitarra ritmica di tutte le canzoni, scegliere curiosamente fuori da canoni precostituiti e logiche di mercato un titolo derisorio che non ricalca schemi graditi a promoter e discografici. Un’altra particolarità si ha nelle ristampe successive al ’78, tutte con differenti etichette e altrettante cover cambiate rispetto a quella precedente fino a riprendere l’originale nella celebrazione dei quarant’anni dalla pubblicazione ufficiale che tra l’altro, per dare un’ulteriore originalità al debut-album viene promossa solo nella regione d’origine di Vasco risultando un passaggio fondamentale ma quasi del tutto snobbato e praticamente invenduto. … Ma Cosa Vuoi che sia una Canzone ci permette di riassaporare la genuinità nelle parole di Vasco, l’estetica provinciale e scanzonata di uno chansonnier che rifiuta l’impegno, i riferimenti convenzionali, futuro idolo delle masse ancora legato alla semplicità espressa attraverso composizioni essenziali quasi domestiche.

di Gianluca Crugnola

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