Nothing As It Seems

Shakedown 1999 Cit.

Anni di legami forti in grado di stritolare, soffocare, portare a vivere ogni istante come fosse l’ultimo, tempi gloriosi, energici, passati ai bordi di strade animate dal rumore, Dal tramonto all’alba inseguendo passioni e momenti epici, irripetibili, fin sotto a palchi infuocati, sudore ed eternità, confusione in spazi colmi, antidoto vincente in risposta a giorni vuoti e noiosi, senza regole. Poi per magia il disincanto, la frenata che rimette l’esistenza in carreggiata, leccandosi ferite, assorbendo bruciori di stomaco la decisione di voltar pagina, ripartendo con nuovi obiettivi e nuove priorità.

Love, love can breakerfall, fall Breakerfall

Drastici esistenziali cambiamenti portano così alla fine di un memorabile decennio, un secolo, tutto riparte da due zeri, un periodo di vita e musica epocale giunge al tramonto lasciandomi un juke box emozionale pieno di canzoni che mi conducono per mano verso il nuovo, promettente millennio.

La mia vita parallelamente a quella della band di riferimento, i Pearl Jam, prende una direzione del tutto inedita, consapevole, le mirabolanti gesta giovanili, le fughe da responsabilità e quotidianità per allontanare la paranoia lasciano spazio a risposte importanti. Le svolte vitali, soprattutto quelle artistiche impongono di trovare la strada più consona dove proseguire il cammino verso l’età adulta, una sorta di maturità compositiva da conquistare per ritrovarsi credibili a distanza di anni. La band di Seattle mette i piedi negli anni zero con la vecchia rabbia, la stessa determinata indisponenza verso le politiche del proprio paese ma con un nuovo modo di cantarla e raccontarla, nuove sonorità per gridare il malessere da un’altro punto di vista, un lavoro all’unisono per incamerare volontà e idee, comporre musica in totale controllo, senza condizionamenti o pressioni esterne, nessuna stressante aspettativa ma tanta, tanta consapevolezza.

La nuova era Pearl Jam prende forma in totale relax, vittime o carnefici che dir si voglia, ma fondamentalmente reduci dei fasti della Seattle dei primi novanta decidono di sperimentare un nuovo modo di registrare, tridimensionale, binaurale, la tecnica migliore per rendere più realistico possibile l’approccio alla musica, un virtuale sistema di teletrasporto per l’ascoltatore che si ritrova immerso nel sound di uno studio di registrazione. Per realizzare tale impresa i cinque coinvolgono lo specialista Tchad Blake, luminare in quanto ad incisioni alternative.

Binaural è il nome della maturità, l’album che mi accompagna nel momento del bisogno, delle grandi decisioni, il disco che conduce i temerari figli della città della pioggia verso una dimensione più riflessiva e psichedelica senza rinnegare il loro background.

La track list apre con il Rock&Roll di Breakerfall che da il via alle danze con il solito piglio caro ai PJ, poi via via il lavoro regala i momenti migliori nelle parti tuonanti, punkeggianti ma anche in quelle dolci e tranquille, la meravigliosa Light Years, tra le più belle ballad di sempre per Vedder e co. l’impegno pacifista, contro tutte le discriminazione di Insignificance, il capolavoro chitarristico Nothing As It Seems poi la calda ed avvolgente Thin Air, tante situazioni uniche, empiriche Sleight Of Hand, Of The Girl in fine il grande respiro rock di Parting Ways.

Il sedici maggio ’00 la Epic Records arriva sul mercato discografico con un capitolo unico nella carriera Pearl Jam; suoni puliti e secchi, un monolite di suoni difficili da comprendere al primo passaggio. Binaural è un’opera da sorseggiare lentamente, il miglior biglietto da visita per presentare il nuovo corso attraverso un disco rock spesso e qualitativamente valido, uno degli ultimi nel contesto contemporaneo, tredici brani spalmati in poco meno di un’ora intensa e condivisa che supera alcune vicessitudini, il debutto in studio per Matt Cameron, in tour con loro da tempo e qualche rallentamento in fase di scrittura.

Tutto ciò che un fan può attendersi dalla propria amata band è inciso in Binaural, parole sussurrate attraverso canzoni luminose che svelano un sound diverso, un’immagine fresca da conservare e promuovere nel tour a supporto, emozioni che arrivano insieme al palese invito a non arrendersi, non farsi ingannare, accrescere la fiducia nel cambiamento, nella pace nonostante bugie e verità distorte, la saggezza di queste liriche è riposta in pochi flash che ci mettono in guardia perchè in realtà, niente è come sembra.

di Gianluca Crugnola

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