M.K.

Il tredici maggio ’94 viene lanciato dall’etichetta Consorzio Produttori Indipendenti il debutto discografico dei Marlene Kuntz, Catartica, una deflagrazione Noise-Rock devastante, un punto di riferimento per la musica alternativa italiana da li in poi. Con la supervisione e il favore di Gianni Maroccolo, la cooproduzione band-Marco Lega i cuneesi pubblicano una pietra miliare per il rock nazionale, quattordici tracce di orgasmo espressivo, nichilismo e chiari rimandi alle distorsioni rumorose dei Sonic Youth, Nuotando nell’aria, Lieve (ripresa dai C.S.I. nel live per il format Acoustica un mese dopo la sua pubblicazione), Sonica e poi ancora Festa Mesta, l’opener M.K., Trasudamerica e Giù Giù Giù, in fin dei conti tutte grandissime canzoni che godono dello stato di grazia compositivo di Cristiano Godano esaltato dall’entusiasmo del debutto, dalle poetiche visioni artistiche in supporto a una struttura strumentale tracimante, intensa ed erosiva. L’onestà intellettuale e il contesto di questi brani descrivono una pagina essenziale, irripetibile per la musica nostrana, per certi versi unica; mai prima di dei Marlene la lingua italiana cantata si era avventurata, spinta fino a toccare le decadenti ambientazioni Indie-Rock di certe produzioni o l’impatto sonoro più rumoroso del primo lustro novanta, il grunge d’oltreoceano. Il segreto di tanta riverenza nei confronti di quest’album epocale sta nella sua autentica e liberatoria purificazione dello spirito, l’analisi introspettiva che trascendendo la materia si fa Catartica

di Gianluca Crugnola

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8 pensieri riguardo “M.K.

  1. Li ho visti agli albori della loro carriera al mitico Thunder Road di Codevilla (PV)

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    1. Anch’io ho avuto la fortuna di vederli in contesti differenti, prima semi-sconosciuti in locali piccoli di provincia poi inseriti in line-up di festival con pubblico di diverse migliaia di persone, da Villa Erba a Cernobbio al Heineken Jammin Festival di Imola.

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      1. Non hai mai sentito parlare del Thunder Road?

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      2. Onestamente no. Il pavese non era zona frequentata da compagnie delle mie parti, provincia di Varese per intenderci. Poi sai, negli anni ’90 i locali dove suonare dal vivo erano ancora molti e ben distribuiti sul territorio, in aggiunta fioccavano festival estivi piuttosto che feste della birra e quindi con pochi spostamenti tanta musica live. Il mio/nostro punto di riferimento erano Milano e Torino per l’underground

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      3. Beh, sì è vero all’epoca c’era tanta scelta, oggi non ci sono più spazi per la musica vera.
        To ho chiesto se conosci il Thunder perché è stato per almeno dieci anni un locale di culto musicale, veniva gente da Milano per sentire i gruppi alternativi. Suonavano grunge, garage, punk, metal, rock ed altro. Là ho visto passare tutti i gruppi che stavano iniziando ad essere conosciuti dai Casinò Royal ai Timoria, Almamegretta, Negrita, Subsonica, TARM ecc. ecc. Di tutto e di più, anche tanti stranieri.

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      4. Un po’ come il Bloom di Mezzago o Rolling Stone, Rainbow o Magazzini Generali a Milano. Ma anche Propaganda, Sorpasso e altri piccoli club.

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      5. E qui nella mia zona era un grande lusso avere a 5 chilometri da casa un locale del genere.

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