Experimental Jet Set, Trash and No Star

L’esperimento musicale che la band newyorkese rilascia nella primavera ’94 prende forma ripartendo dalle origini Lo fi della stessa gioventù sonica, dal desiderio di metter da parte in fretta il disco commercialmente più fortunato, allo stesso tempo meno Sonic Youth del catalogo, Dirty, contrariamente al titolo troppo pulito e conforme al sound del periodo. Il punto d’incontro con il precedente episodio sta nella produzione ancora una volta affidata a Butch Vig che di comune accordo con il gruppo ricrea le ambientazioni più consone alla naturale predisposizione live dei Sonic Youth, un lavoro avanguardista che ricerca incisioni capaci di catturare la libertà espressiva della band in totale controllo, rumorosa e isterica come in passato. Il materiale sul quale i SY lavorano sboccia durante il tour di Dirty e immortalato ai leggendari Sear Studio di Manhattan, Nyc. L’ottava stella degenere sfoggiata da Thurston Moore, Kim Gordon, Lee Ranaldo e Steve Shelley libera energia nel momento più agitato della cultura pop americana ancora scossa dalla morte di Kurt Cobain, quattordici tracce che raccontano con lungimiranza la situazione sociale e politica del paese, un passaggio transitorio nel ventre delle fasi artistiche del gruppo. Experimental Jet Set, Trash and No Star rivela quanto lontano potevano e volevano spingersi i Sonic Youth, disposti a tutto pur di sfidare le forze mainstream con il loro Noise-Rock duro e melodico allo stesso tempo, capace di spostare la traiettoria che la band intraprende con la sperimentazione di chitarre vorticose e riff pesanti che vanno oltre la confusione, oltre i feedback e materializzano un gioiello dal cuore alternativo ma l’estetica Punk. Il nuovo capitolo pubblicato per la major Geffen Records riporta il quartetto alle radici dell’arte tra poesia, disprezzo per l’ordine e ambizione ma curiosamente non in tournée, per la prima volta in carriera un disco Sonic Youth non viene promosso attraverso un tour, rimandando tutta la stagione live per la dolce attesa di Kim Gordon.

di Gianluca Crugnola

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