High Voltage

Wine, women and song Questi figurativi versi in chiusura di High Voltage sintetizzano in modo estremo e metaforico il Rock&Roll, uno stile di vivere la musica eccitante tra perversioni e sbronze colossali, gli AC/DC raccontano meglio di chiunque altro gli eccessi e i vizi di rockstar o aspiranti tali. I riff di chitarra presenti in tutta l’opera d’esordio della band australiana seppelliscono tutto ciò che prima di loro poteva definirsi Hard-Rock, grezzi, sinceri ed incendiari, sound innalzato a livelli eccelsi dalla sezione ritmica martellante che da allora diventa il loro marchio di fabbrica. High Voltage nell’edizione internazionale presenta una compilation delle migliori canzoni inserite nei primi due lavori pubblicati esclusivamente in patria dalla Albert Productions, nove pezzi che consacrano gli AC/DC tra le stelle del panorama musicale, il lavoro che risulta potente, un bomba per tutta la discografia, un disco di rottura che si pone tra il Progressive dei primi ’70 e i primi fuochi del Punk di fine decennio. L’irruzione dei terribili ragazzacci australiani spiazza tutti, non si riesce a catalogare la loro musica, il loro suono non è riconducibile a niente che si avvicini, nuovo e unico, un genere tutto loro, assolutamente inedito, memorabile. Angus Young e il fratello Malcolm (membri fondanti del gruppo) trovano la ricetta giusta per la miscela esplosiva che fa muovere la testa, sempre, involontariamente, divertimento senza freni che insegue il sogno di arrivare al successo, al top nonostante le difficoltà e gli ostacoli. It’s a Long Way To The Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) ipnotica traccia che fa da apripista a tutto il loro mondo, il manifesto di tutta la loro carriera. Tutto l’album esplicitamente racconta come uno spot le loro intenzioni, la loro caparbietà, la stessa di Bon Scott, compianto cantante e autore della band nei primi anni, voce roca, blues, penetrante, fondamentale per la riuscita della loro unicità. High Voltage contiene alcune delle tracce più importanti dell’intero repertorio AC/DC, l’incisione dello stesso agli Albert Studios di Sydney diventa materia di racconti leggendari, cornamuse, jam session infuocate, il tutto sotto la supervisione e produzione del fratellone George Young e Harry Vanda (entrambi ex Easybeats). La stampa distribuita a livello planetario oltre all’opener già citata può saziare la voglia di Hard-Rock attraverso il riff secco e deciso di T.N.T. che si chiude con un’arroventato cambio di ritmo, la marcia dal groove blues di The Jack, oppure la significativa title-track, elettrica scrittura di note, vivace e grandiosa nell’incedere. Personalmente trovo che il momento più alto dell’LP lo si possa identificare ascoltando la traccia quattro, Live Wire, qui la famosa sezione ritmica sprigiona tutta la proverbiale e devastante potenza partendo lenta ed esplodendo nel ritornello centrale, un pezzone da favola che rende partecipe il globo della forza che questi teppistelli possono sprigionare. L’inizio dell’epopea della band è incredibilmente genuina e primordiale, la linea guida si coglie dal primo all’ultimo minuto inciso, rhythm and blues alla base di tanta energia, incontenibile come un filo in tensione.

La stampa di High Voltage pubblicata in tutto il mondo arriva nei negozi il trenta aprile (1976), l’etichetta che distribuisce l’opera è la ATCO, Atlantic Corporation, sottoetichetta della Atlantic Records che ha appena messo sotto contratto la band per curarne le uscite internazionali. Ci sono due diverse versioni della cover in circolazione per il formato in vinile, una in stile fumetto a colori esclusivamente per l’Europa mentre per il resto del pianeta quella più famosa con Angus in primo piano vestito da scolaretto monello, divisa ufficiale del solista, anche le tracce inserite nelle diverse stampe cambiano e l’album risulta totalmente ristrutturato nella sostanza per la vendita intercontinentale che comprende il sunto dei due album “solo” australiani. E’ possibile trovare in commercio anche una versione su Cd di It’s a Long Way To The Top. …più lunga dell’originale e diversi accrediti per altri pezzi a seconda delle versioni. Insomma tante pillole, particolarità che rendono questa pietra miliare unica e irripetibile.
Ridin’ down the highway
Goin’ to a show
Stop in all the by-ways
Playin’ rock ‘n’ roll
Gettin’ robbed
Gettin’ stoned
Gettin’ beat up
Broken boned
Gettin’ had
Gettin’ took
I tell you folks
It’s harder than it looks
It’s a long way to the top
If you wanna rock ‘n’ roll

di Gianluca Crugnola

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