Wild Horses

Sticky Fingers

suoni tribali

Penso di non aver avuto più di dieci, undici anni quando finalmente mi veniva concesso di accedere alla mitologica e oscura camera dei vinili di mio zio, uno stanzone molto buio e freddo dove il più grande dei fratelli di mia madre conservava gelosamente la sua immensa collezione di dischi, un’assortimento incredibile di supporti analogici impilati su mensole e scaffali impolverati. Questo luogo magico era situato al primo piano della casa di mia nonna dove lo zio in questione si rifugiava per trovare pace e ispirazione nei periodi creativi. Poeta e pittore oltre che evidente cultore di musica era per me fonte di profonda emulazione, una sorta di asceta, guru capace di iniziarmi alla grande al mondo dei vinili. Ricordo perfettamente l’ingresso nel tempio, la porta socchiusa e mio zio seduto a dipingere con una lucina molto fioca, sul perimetro le centinaia anzi migliaia di vinili (circa 2000) un vero…

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