Like A Mother Fucker

È il 23 aprile del ’91, il corpo senza vita di John Anthony Genzale jr. aka Johnny Thunders viene rinvenuto da una donna delle pulizie nella sua camera, la fatidica e tristemente famosa room 37 del St. Peter House di New Orleans, quartiere francese notoriamente frequentato da tossicodipendenti, disperati di ogni estrazione e spacciatori. Delinquenti pronti ad approfittarsi del fattone di turno. La morte viene archiviata come overdose nonostante evidenti segni di colluttazione all’interno della stanza d’albergo e diverse coincidenze che non tornano. La cronaca ci racconta dell’ennesima icona maledetta del Rock, del Punk-Rock che se ne va avvolta dal mistero. Ad onor del vero le condizioni di salute del musicista sono drammatiche e prossime al tracollo ben prima dell’eventuale cocktail di roba, fatale alla vita del songwriter come testimoniato dall’autopsia, Johnny era gravemente malato di leucemia e condivideva l’esistenza con un fegato marcio, regalo della sua amante più pericolosa, l’eroina, Chinese Rocks.

Johnny nasce il 15 luglio del ’52 nel Queens di New York e diventa protagonista della scena Punk anni ’70 nella Grande Mela grazie ai New York Dolls con i quali pubblica l’epocale omonimo album d’esordio. Glam-Rock, Punk e Proto-Punk nelle incisioni di questi leggendari punk-rocker travestiti. I newyorkesi con Thunders alla chitarra cambiano nei primi anni di quel decennio la storia del rock con questo sconvolgente documento, un disco seminale per una breve ma intensa avventura che allo scioglimento della stessa porta il nostro a fondare i Johnny Thunders and the Heartbreakers, dove la sua propensione all’autodistruzione alza l’asticella del genere, un solo iconico album di studio, L.A.M.F. contenente almeno due, tre inni indimenticabili, Born To Lose, Chinese Rocks (scritta da Dee Dee Ramone) e Pirate Love. In seguito prende parte su invito di McLaren al disastrato Anarchy Tour in U.K. insieme a Sex Pistols, The Clash e The Damned. Johnny Thunders si lancia oltreoceano, gira il mondo, devastato ed inebriato dalle pesanti dipendenze da droga e alcool fino a chiudere la parabola maledetta a distanza di anni, di ritorno in patria da un un tour, squallidamente in quel di New Orleans.

di Gianluca Crugnola

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