Let Me Drown

di Gianluca Crugnola

Give up to greed, you don’t have to feed me, yeah
Give up to fate, you don’t have to need me
So let it go, won’t you let it go, won’t you let it go, won’t you let it?
And drown me in you, drown me in you
Drown me in you, drown me in you
Drown me in you, drown me in you
Drown me in you, drown me in you
Drown me in…”

Anticipato dal singolo Spoonman l’8 marzo 1994 viene pubblicata dai SOUNDGARDEN la pietra miliare della loro discografia, Superunknown, quarto album in studio della band di Seattle. E’ il loro disco più venduto e si intuisce dal primo ascolto che Chris Cornell e soci hanno deciso di scostarsi dalle loro precedenti fatiche, il sound è meno duro e molto più orecchiabile anche il look della band risulta meno “sudicio”, meno grunge..

15 tracce registrate ai Bad Animals Studios di Seattle con la supervisione del produttore Michael Beinhorn che spediscono i Soundgarden nell’olimpo del rock, il risultato è uno dei migliori album del gruppo e del periodo, la svolta sonora che fa epoca segnando il futuro artistico e umano dei “padrini” di un genere…

Nell’album si distinguono le meravigliose e oscure ballad Fell On Black Days e The Day I Tried To Live, la clamorosa Black Hole Sun, canzone psichedelica davvero superlativa e travolgente di beatlesiana ispirazione accompagnata da un videoclip iconico, l’originale Hard-Rock di Spoonman, poi My Wave, la title-track e Like Suicide che entrano di diritto nel greatest hits del gruppo…

Un capolavoro da ascoltare e riascoltare trovando ogni volta nuove letture, nuove sfumature, Cornell insieme alla band spinge il Seattlesound verso nuove platee, una dimensione rinnovata per il suono nato nei garage ed esploso tra localacci e studi rudimentali della città della pioggia. Superunknown apre porte del tutto inedite ad un genere lontano dal palato mainstream. A mio parere uno dei più importanti e coerenti dischi hard-rock della storia, lo strappo definitivo che allontana i Soundgarden dal loro giardino amplificando disagi e malessere presenti nei testi di questo lavoro, una richiesta, un grido sussurrato che spinge lentamente il frontman a lasciarsi annegare …

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