Riders On The Storm

«If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is: infinite.» W.Blake

La notte è immaginazione, attesa, pensieri che mi accompagnano per qualche istante poi il crollo, mi risveglio la mattina eccitato, carico come una molla, è domenica e il programma prevede partenza in pullman alla volta del cinema più vicino, mesi d’attesa e ora finalmente la possibilità di vedere il film-biografico The Doors, la pellicola di Oliver Stone sull’ascesa, gli eccessi e le opere dell’iconico Jim Morrison e della sua band. Ho letto alcune recensioni nel frattempo, raccontano di un lavoro molto discutibile, poco pertinente, non m’importa, la curiosità cresce, sono esaltato, per un ragazzo nel pieno dell’euforia giovanile un personaggio come Morrison è vita, attratto dal suo carisma, la poesia, le sue stravaganze e i testi espliciti che alimentano la leggenda e ne fanno un simbolo di ribellione. Le aspettative sono alte, esco dalla sala dopo la proiezione del tanto atteso biopic e posso ritenermi soddisfatto, circa due ore immerso nelle musiche, le trasgressioni e un pizzico di fantasiose aggiunte del regista, tutto come previsto, nel complesso la visione delle gesta dei Doors accresce in me il desiderio di approfondire la conoscenza discografica e biografica dei californiani, al momento posseggo un paio di audiocassette, The Best Of The Doors, un’antologia che raccoglie tutte le hit e The Doors l’omonimo album d’esordio del gruppo nato a Venice Beach. Il finale del film ha stuzzicato in me l’interesse per l’ultimo disco prodotto con Jim Morrison alla voce e pubblicato proprio pochi mesi prima della morte del Re Lucertola, L.A.Woman, mi affascina la sua vena blues, quello che a detta dello stesso Morrison è il più soddisfacente, il più vicino all’obiettivo di realizzare pezzi ispirati al sound primordiale del rock&roll…. Lasciata alle spalle la domenica dei riti sciamanici, dei misticismi e delle odi filosofiche mi organizzo per acquistare la cassetta in questione, la trovo casualmente sul banco di un mercato, inizio cosi’ la full immersion emozionale nell’ultimo lavoro frutto dell’infinito genio di Morrison, in realtà tre canzoni presenti le conosco molto bene facendo parte della raccolta che già posseggo, Love Her Madly, la title-track L.A.Woman e l’immortale Riders On The Storm, uno dei pezzi più significativi della loro carriera, l’atmosfera è incredibile, meravigliosa cavalcata malinconica che parla delle difficoltà nell’esistere tra insidie e presagi, un crescendo emotivo sorretto dalla tastiera di Ray Manzarek accolta dal temporale. L’ascolto mi convince della qualità di L.A.Woman, testamento di un poeta contemporaneo..Mi lascio trasportare nel viaggio di queste 10 tracce e colgo la grande spiritualità presente nel lavoro, un’opera che lascia il segno e mi fa innamorare definitivamente di questa grande band, un passaggio obbligato per chi ama la musica e ne vuole cogliere l’essenza, la storia, aprire le porte al passato e percepirne l’importanza seminale per il presente e il futuro.. Col tempo ascolto tutti i loro dischi, acquisto anche il vinile di L.A.Woman e riesco a farmi un quadro più completo della produzione The Doors, della genesi che ha portato a realizzarne uno cosi slegato dagli altri, un saluto impegnato al pubblico che li ha venerati, l’album corona lo straordinario cammino di quattro cavalieri persi nella tempesta che all’ultima curva si ritrovano per regalarci un capolavoro senza tempo in grado di indicarci come arrivare a poterli ascoltare e amare realmente.. all’infinito…

” Riders on the storm, Riders on the storm, Into this house we’re born
Into this world we’re thrown
Like a dog without a bone
An actor out on loan
Riders on the storm….”

L.A.Woman viene pubblicato dalla Elektra Records nell’aprile 1971 dopo una travagliata pre-produzione, cambi al comando in studio, bizze continue di Jim Morrison in conflitto con l’etichetta e se stesso a causa del pesante abuso di alcolici, nonostante queste problematiche alla base del lavoro il risultato che prende forma è ben accolto dalla critica e racchiude tutta l’essenza della musica dei Doors, le registrazioni in presa diretta regalano un’atmosfera accogliente, compresa la meravigliosa cover del Bluesman John Lee Hooker, Crawling King Snake. Le poetiche parole di Morrison trasmettono a questo album un grande Soul, si respirano l’aria pacata e le ambientazioni da ultimo giorno di scuola che condurranno il frontman a Parigi per non fare più ritorno, il sound della band ha una dimensione più completa che in passato, il funky di The Changeling che apre, il singolo Love Her Madly che lega con i precedenti episodi discografici, l’incedere compulsivo di Been Down So Long che prosegue nel momento più blues di Cars Hiss By My Windows, continuando per le strade della signora L.A., un viaggio che tocca L’America, rock e ritmi del Sud che si fondono per confluire nella ballad Hyacinth House seguita dalle bizzare sonorità di The Wasp(Texas Radio And The Big Beat) la degna chiusura spetta al classico Doors, Riders On The Storm che ci conduce per mano lungo la strada, sotto una pioggia incessante che bagna il finale e chiude tra tuoni e scrosci il disco e la carriera dello Sciamano Morrison, che ci regala la sua ultima danza, il suo ultimo orgasmo emotivo…This is The End

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